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Ipertensione agli esordi. Quando la pressione alta non è (ancora) ipertensione.

La pressione arteriosa è di importanza vitale, perché il sangue deve essere sotto pressione per raggiungere tutti gli organi, attraverso i vasi sanguigni. Quando il cuore si contrae (fase cosiddetta sistolica) spinge il sangue nelle arterie, e la pressione aumenta in modo importante;  quando il cuore si rilassa (fase cosiddetta diastolica) si riempie di nuovo di sangue, e nelle arterie la pressione diminuisce1.  La lettura della pressione sanguigna ha quindi due numeri: il primo misura la pressione nelle arterie quando il cuore si contrae (pressione sistolica o massima), il secondo indica la pressione nelle arterie tra un battito e l’altro (pressione diastolica o minima). La pressione arteriosa è considerata normale con valori di 120/80 mmHg1.
Le linee guida 2018 della Società Europea dell’Ipertensione (ESH) e della Società Europea di Cardiologia (ESC), definiscono pressione normale elevata la pressione pari a 130-139 mmHg di massima e 85-89 mmHg di minima, e consigliano il trattamento farmacologico solo quando questi valori sono associati ad almeno un altro fattore di rischio cardiovascolare (quali, ad esempio, obesità, diabete, ecc.)2. In pratica, questi valori pressori tendenti al limite alto sono considerati come un “campanello d’allarme” per il paziente, che dovrà iniziare dei cambiamenti nel proprio stile di vita, quali l’acquisizione di sane abitudini alimentari e di attività fisica, e un regolare controllo della pressione dal proprio medico di fiducia.
Mantenere la pressione arteriosa nella norma è importante, perché l’ipertensione è uno dei più rilevanti fattori di rischio cardiovascolare ed è responsabile di un’elevata incidenza di complicanze coronariche e cerebrovascolari (quali infarto ed ictus) e di complicanze renali3.

Sintomi, cause e fattori di rischio

L’ipertensione, di solito, si sviluppa lentamente e spesso non provoca sintomi. La maggior parte degli ipertesi infatti non avverte alcun disturbo, e solo in caso di valori pressori molto alti si possono manifestare mal di testa, disturbi della vista, vertigini o stanchezza, che indicano che qualcosa non va1.
Le cause che possono portare all’ipertensione sono numerose e le prime da annoverare sono la predisposizione familiare e l’avanzamento dell’età, su cui però non si può intervenire. Al contrario, numerosi sono i fattori che inducono l’ipertensione e che sono modificabili:  la sedentarietà, il consumo di tabacco, il sovrappeso, lo stress e le abitudini alimentari scorrette, quali una dieta ricca di sodio e l’eccessivo consumo di bevande alcoliche4.
Una vita sregolata porta all’aumento del peso corporeo, e l’eccessiva deposizione di grasso nel tessuto adiposo, specialmente a livello addominale, è un problema grave. L’obesità viscerale infatti si associa a ridotta sensibilità cellulare all’insulina, aumento dei grassi nel sangue, ipertensione, infiammazione, squilibri dell’assetto ormonale e alterazione di alcuni fattori coinvolti nello sviluppo del diabete mellito, dell’aterosclerosi e di alcune tra le più comuni forme di cancro. Il tessuto adiposo, in realtà, non è un inerte magazzino di energia, ma un attivissimo organo endocrino in grado di produrre importanti molecole, chiamate adipochine, che regolano il metabolismo, il sistema endocrino ed immunitario, la proliferazione cellulare e probabilmente anche la fisiopatologia dell’invecchiamento5.

Uno stile di vita virtuoso

Uno dei principali segreti per proteggersi dall’ipertensione è  riportare o mantenere il proprio peso corporeo nella norma e questo è facilmente realizzabile con uno stile di vita virtuosoQuando si parla di stile di vita “virtuoso” si sottolinea l’importanza di un’alimentazione corretta e dell’abitudine all’attività fisica6Innanzitutto, è fondamentale una dieta sana ed equilibrata, come quella mediterranea. Ad oggi, numerosi studi scientifici e pubblicazioni riconoscono nello stile di vita alimentare ispirato alle tradizioni dei Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo  un modello di alimentazione equilibrata, capace di influire positivamente sulla nostra salute.
Ad un’alimentazione corretta bisogna sempre associare un’attività fisica regolare. Secondo le linee guida della SIIA (Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa) praticare attività fisica moderata, ma costante, diminuisce del 35% la possibilità di sviluppare ipertensione arteriosa7L’approccio terapeutico non farmacologico non ha effetti immediati, per poterne apprezzare i benefici è necessario attendere dalle 4 alle 6 settimane. È sbagliato quindi preoccuparsi se, dopo pochi giorni dal cambio dello stile di vita, non si notano cambiamenti nei livelli pressori.
L’approccio terapeutico non farmacologico è valido non soltanto agli “esordi” dell’innalzamento della pressione arteriosa, ma anche nelle fasi più avanzate, ossia quando si parla di ipertensione vera e propria. L’unica differenza è che, nel secondo caso, risulta fondamentale aggiungere – non sostituire! – una terapia farmacologica6.

Prepararsi alla visita medica

Uno stile di vita sano è sempre la scelta giusta ed è di grande aiuto fisico e psichico… e non è nemmeno necessaria una ricetta medica! In caso di sospetta pressione alta, è importante che il primo interlocutore sia il vostro medico di fiducia. Gli appuntamenti possono essere brevi e spesso c’è molto da discutere, una buona idea pertanto è arrivare ben “preparati” alla visita4. Non sono necessarie, ovviamente, preparazioni speciali per controllare la pressione sanguigna, tuttavia ci sono alcuni accorgimenti che potrebbero essere d’aiuto ai fini di rendere l’incontro col medico più efficace. Ecco qui alcune dritte:

  • annotare qualsiasi sintomo, incluso quelli che possano sembrare irrilevanti;
  • raccogliere le informazioni personali “chiave”, come i casi di ipertensione in famiglia, l’eventuale presenza di malattie croniche come colesterolo alto o diabete, patologie cardiache, ictus;
  • riportare tutti i principali fattori di stress o cambiamenti di vita recenti;
  • preparare la lista di tutti i farmaci assunti;
  • appuntare le domande da rivolgere al medico;
  • a volte può risultare difficile ricordare tutte le informazioni fornite durante una visita medica, essere accompagnati da un familiare o un amico può essere d’aiuto.

Approfittate del vostro medico, prendete il consiglio a cuore!

 

Fonti:
1) Fondazione Svizzera di Cardiologia: Ipertensione arteriosa.
2) 2018 ESC/ESH Guidelines for the management of arterial hypertension, European Society of Cardiology – European Heart Journal
3) C.Borghi Il problema del controllo pressorio nei pazienti ipertesi: il progetto “Obiettivo 70%”, 2013
4) NCH Healthcare System: Prehypertension2015
5) L.Fontana Excessive adiposity,calorie restriction and age-associated disease, 2011
6) WebMd: The New Low for High Blood Pressure, 2003
7) SIIA, Linee guida della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa

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